L’Associazione “Il Cenacolo” sta infondendo tutte le proprie energie per studiare progetti innovativi che possano promuovere la partecipazione dei giovani a diversi livelli (territoriale, scolastico, europeo etc.) e su diverse aree tematiche (lavoro, cultura, arte, etc.), ed ancorarla il più che possibile al territorio attraverso la maturazione di reali esperienze di socializzazione e di inserimento dei giovani. Questi peculiari progetti si inseriscono all’interno di una PROGRAMMA denominato “COMMUNITY YOUTH” portato avanti in particolare dai nostri associati attraverso il lavoro dei Circoli di Qualità “Clinica e Sociale” e “Giovani e Scuole”.
Grazie alla metodologia di lavoro Botton-up del STRATEGIC MANAGEMENT COACHING, il Programma punta ad incontrare i giovani direttamente nei luoghi associativi per fornire loro gli obiettivi e il setting professionale attraverso la formazione e l’educazione al lavoro ai propri associati.  
In tale scenario si inserisce il Back Ground dell’Associazione consistente nella capacità di offrire contesti produttivi in cui inserire azioni progettuali favorenti il protagonismo giovanile.

 

L’associazione diviene così un “contesto di allenamento” che si differenzia dalle altre Agenzie Educative presenti sul territorio, in quanto è possibile offrire le necessarie coordinate ed opportunità ai giovani per crescere come cittadini e come uomini adulti.

Tale Programma ha pertanto le seguenti finalità:

 

 

1) Avere un approccio promozionale per stimolare il protagonismo giovanile e il senso di appartenenza alla comunità locale, nazionale ed internazionale, dando voce al desiderio che i giovani hanno di impegnarsi nel sociale, di partecipare attivamente ad iniziative rivolte a situazioni di bisogno, con una modalità innovativa, meno tradizionale, ma più vicina al loro modo di vivere.


2) Promuovere, favorire e sostenere le comunità giovanili e scolastiche quali strumenti di crescita culturale e sociale della popolazione giovanile, sostenendole nel ruolo di promozione e di integrazione sociale;

 

3) Creare luoghi, spazi d’aggregazione e comunità giovanili per contrastare il disagio nelle scuole (es. dispersione, etc.) e nel territorio (es. disorientamento, etc.), in cui i giovani possono esprimere liberamente la propria personalità, essere liberi di fare musica, teatro, cinema, organizzare convegni, realizzare mostre fotografiche, leggere libri e giornali, navigare su internet, svolgere corsi di ogni genere, fare sport;

 

4) Connettersi con le diverse realtà di coordinamento in materia di politiche giovanili e politiche scolastiche (dal livello locale a quello europeo), promuovendo ed organizzando iniziative sociali, culturali, ricreative, turistiche, di studio e di ricerca nei campi più propriamente espressione della realtà giovanile, quali l’istruzione, il lavoro, la formazione, la riabilitazione sociale e lo sport.

Lo "Youth Informal Worker" Model

Lo "Youth Informal Worker" Model

L'operatore "Youth Informal Worker" è il professionista/facilitatore delle relazioni interpersonali che ha svolto uno specifico percorso di crescita e addestramento che offiamo all'interno della nostra Associazione ai giovani con età sotto i 35 anni che intendono "investire" il proprio tempo nello sviluppo della attività istituzionali.

 

Rientra nella più ampia strategia denominata "Community Youth" che la nostra Associazione sta perseguendo formando giovani attraverso un nostro specifico "modello di intervento" nell'ambito delle politiche giovanili e dei servizi educativi e scolastici.

 

Il nostro modello trova le sue radici negli "approcci basati sull'emozione" e sulle "tecniche partecipative"  per il potenziamento dell' "empatia" e delle "skills" indicate dall’UE.

 

Superando a nostro avviso le passate esperienze del “Compagno Adulto” derivanti dalle sperimentazioni della Legge n. 285/97  - “Ricerca-Intervento a favore di preadolescenti ed adolescenti con problemi psico-sociali”, Lo “Youth informal worker” è così nei fatti un attivatore giovanile che ha il compito di favorire e sostenere la progettazione, l’organizzazione e la realizzazione di percorsi di intervento durante l’anno scolastico  che si snodano lungo due direzioni:

 

- NELLA SCUOLA attraverso approcci di prevenzione primaria rivolti a tutta la classe, basati su percorsi di educazione alle emozioni, di gestione dell'impulsività e dei comportamenti di rabbia. Progressiva attenzione è destinata alle emozioni di senso di colpa e vergogna e ai sentimenti di impegno e responsabilità morale, come emozioni rilevanti nella regolazione sociale del comportamento;

 

- NELLA COMUNITÀ, attraverso azioni di sensibilizzazione e di coinvolgimento rivolte ai genitori dei ragazzi delle classi. Questa seconda azione generalmente vede un coinvolgimento più attivo dei giovani e dell’operatore, come anche delle associazioni del terzo settore presenti nel quartiere e nella comunità, ed è in grado quindi di costruire una rete di genitori e cittadini sensibili alla prevenzione e al contrasto dei fenomeni di non partecipazione.

I programmi per lo Youth a seconda della tipologia degli interventi si propongono pertanto di solito i seguenti scopi:
- Promuovere lo sviluppo personale dei ragazzi che assumono dei ruoli chiave;
- Aiutare i destinatari di tale iniziativa, cioè i ragazzi normali e/o in difficoltà, ragazzi in fase di disorientamento e dispersione;
- Esercitare un'influenza positiva sul clima emotivo e sociale della scuola;
- Fornire un ponte tra i ragazzi in difficoltà e i servizi formali, non formali e informali.

Il Modello Educativo "non formativo"

Il Modello Educativo "non formativo"

Non esiste un modello formativo per diventare "Youth": Nessuna lezione formale!

Il nostro modello di intervento è diretta conseguenza dell’esperienza e del confronto e della ricerca su "Comportamenti, vissuti ed emozioni”  sperimentati dai nostri consulenti all'interno dei Circoli di Qualità e di specifici progetti realizzati dall'Associazione “Il Cenacolo” all'interno di alcune scuole o direttamente sulla popolazione giovanile del Comune di Roma.

 

Per acqusire e padroneggiare le tecniche non formali e informali, il professionista deve essere "in grado di entrare ed uscire dai ruoli precostituiti", sviluppando quei processi di indentificazione e proizione che sono alla base sia della presa in carico che di forma di cambiamento.

 

Per questo motivo il nostro Facilitatore/ Consulente segue un percorso educativo, e non formativo, definito dalle seguenti fasi: 

1° Fase

ACCOGLIENZA: attività a libero accesso e autogestite

 

     Ricerca e studio libero: accesso libero ai pc per la consultazione, l’organizzazione, la ricerca o la creazione del proprio lavoro.


    Orientamento professionale: consulenza e orientamento sui tipi di lavoro disponibili a livello locale. Attività seminariale incentrata sul lavoro e collegata alla domanda attuale e prevista del mercato del lavoro.

 

   Supporto Ricerca di occupazione: aiuto per l’individuazione di risorse per la ricerca di occupazione, compilazione CV e lettere di presentazione, auto-presentazione, lavoro di squadra, comprensione del servizio al cliente. etc.

2° Fase

GATEWAY: attività semistrutturate autogestite e partecipate da un Coordinatore Youth

 

        

          Lezioni/seminari per l’occupazione: Formazione di “competenze generiche”, di “Life skills” e “Competenze chiave per l’apprendimento permanente” (es. spirito di iniziativa, etc.).

 

        Counseling Lavorativo Breve:
un percorso intensivo per istruire i partecipanti sulle qualità, le attitudini, le esperienze e i comportamenti che i datori di lavoro si aspettano dai propri dipendenti o lavoratori autonomi.
Il percorso è combinato con attività di ricerca di occupazione, studio, consulenza e orientamento.

 

        Assistenza motivazionale (Mentoring): sostegno nell’abbattimento delle barriere motivazionali individuali.

 

3° Fase

FOLLOW THROUGH:  ATTIVITÀ STRUTTURATE CO-COSTRUITE E ASSISTITE DA UNO STAFF MULTIDISCIPLINARE

   

 

  La terza ed ultima fase segue il principio della meritocrazia, essa è infatti riservata solamente a coloro che dimostreranno di possedere particolari competenze e che quindi proporranno idee attuabili e sostenibili.
Attraverso l’ Educazione al lavoro (Disponibilità, Behaviuor setting e Goal setting) e l’Accompagnamento al lavoro (progettazione esecutiva, progettazione dei Servizi, strat-up d’impresa, stage etc..) i candidati, attraverso il supporto e la guida dello staff, potranno creare dei progetti realizzabili nelle aree delle Politiche sociali, giovanili e artistiche.